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Cascina Croce

Restauro Forni
RESTAURO FORNO DI CASCINA CROCE


LO STATO DELL'ANTICO FORNO DI CORTE ALBERTI - Cascina Croce Cornaredo (MI)

All’interno della corte Alberti in Cascina Croce, frazione di Cornaredo in Provincia di Milano  erano  presenti le rovine di un vecchio forno che un tempo quando la popolazione era usa panificare direttamente, utilizzava periodicamente per produrre il pane necessario all’alimentazione quotidiana. Il forno era molto grande e permetteva di panificare i pani, già lievitati che le famiglie portavano per la cottura. Per consentire la loro identificazione venivano opportunamente segnati.







In sinistra la pianta di come era censito un tempo il forno costituito da la camera di cottura ed un portico antistante a questa.


Nella foto a lato come si presentava il forno nell'anno 2000.






Un particolare rogito notarile affidava ai proprietari degli immobili prospicienti la corte Alberti la custodia e la manutenzione del vecchio forno e della pompa per l’acqua.  ITALIA NOSTRA si è attivata per raccogliere i consensi di tutti i proprietari residenti, indicando la necessità di del recupero del vecchio forno per evitare che andasse per sempre perduta questa antica testimonianza di quando si panificava in maniera comunitaria.

Originariamente il forno era costituito da una prima struttura massiva in muratura di mattoni con al suo interno la camera di combustione, e da un portico antistante al forno, il tutto era collegato da una copertura in coppi.

Al momento del rilievo vedeva esistente solo la prima parte di questa struttura, mentre dell’originale copertura rimaneva solamente il timpano sul lato esterno alla corte.  Piccoli edifici in disuso, si collegavano sui due lati al forno venendo così a costituire la delimitazione dello spazio interno della corte separandolo dall’adiacente piazzetta di Cascina Croce.



A differenza di quanto avviene per i vecchi forni da pane ed anche per gli attuali, i fumi non uscivano subito dal lato frontale, ma bensì percorrevano tutta la volta interna per imboccare due condotti posti sul fondo della camera di combustione, poi tramite questi condotti  fuoriescivano sul frontale al di sopra del portello del forno.

Questo lungo percorso rappresenta un significativo esempio di recupero termico che viene a migliorare (come per le stufe di nuova generazione) notevolmente il rendimento termico del forno.

ITALIA NOSTRA, associazione volontaristica che da più di un decennio opera sul territorio di Cornaredo e che ha al suo attivo restauri di opere significative presenti in loco, per non perdere le ultime testimonianze della nostra civiltà agreste, ha provveduto ad eseguire i sopralluoghi in sito ed a compilare un progetto di recupero; si sono uniti a questo scopo la PRO LOCO di Cornaredo ed un gruppo di cittadini, gli AMICI DEL FORNO DI CASCINA CROCE, con il patrocinio della Amministrazione Comunale di Cornaredo.

Il progetto di recupero è stato rivolto a salvaguardare e mantenere l’integrità dell’originale struttura esistente, provvedendo in alternativa al primitivo portico (ormai non fattibile per le esigenze di passaggio che nel tempo sono subentrate alla vecchia sistemazione) a munirlo di un piccolo voltino che come sostegno utilizzava il proseguo di circa 50 cm delle murature laterali, venendo a sporgere a mensola per circa 100 cm dal filo dell’attuale della struttura, questo evitava che le azioni meteoriche potessero danneggiare nel tempo il frontale del forno restaurato.





Il progetto del restauro del forno eseguito dal tecnico di Italia Nostra Giuseppe Ghidorzi (vedi la simulazione grafica a lato), venne presentato per la preventivazione a diverse imprese locali, che per la particolare sensibilità ed il costo risultò essere l'Impresa Mauro Oggioni alla quale venne commissionato il recupero dell'antico forno.


Naturalmente come avviene in questi interventi di restauro che non si rivolgono alle amministrazioni  locali o tanto meno alla Soprintendenza, occorreva recuperare i fondi necessari. Italia Nostra si attivò, coadiuvata dalla PROLOCO e dagli Amici del forno si attivarono con volantini e lotterie rivolti alla cittadinanza dando la possibilità di acquistare un mattone per contribuire al restauro del forno.

Per il progetto e le fasi esecutive vedere il blog
" I forni a legna di Giuseppe Ghidorzi" dove oltre al restauro di questo forno viene descritto anche il restauro del forno della Cascina favaglie








COLLAUDO DEL FORNO
Nel 2002 terminato il restauro del forno, gli esperti panificatori di Italia Nostra, (Arturo e Giuseppe Ghidorzi) coadiuvati da tanti appassionati provvisero al collaudo dell'antico forno. Per portarlo in temperatura di doveva iniziare il lunedi, accendendolo tutti i giorni da mattina a sera, per panificare al sabato e alla Domenica. I risultati compensarono per l'impegno posto nel suo recupero.
Durante le prime panificazioni abbiamo avuto modo di conoscere un vecchio contadino che aveva un tempo panificato con il forno quando era ancora operativo, Ecco la sua intervista:

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