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Cascina Favaglie

Restauro Forni








Il forno della cascina, serviva agli abitanti per cuocere il pane di uso quotidiano. Il forno veniva utilizzato a rotazione dalle varie famiglie, date le sue dimensioni, m 2,20 x 2,40, per economizzarne l’utilizzo, riempiendo completamente il forno, era consuetudine che si associassero diverse famiglie.  Ecco allora la necessità di “marcare” i pani introdotti, per poi poterli riconoscere dopo averli sfornati.


Per panificare con il minore dispendio di risorse possibile comportava di evitare di lasciare il forno inutilizzato per molto tempo. Il suo utilizzo continuo riduceva alquanto l'impiego della legna per riscaldarlo. Un anziano utilizzatore raccontava: "al mattino, il primo utilizzatore si portava appreso due fascine di legna, poi per i successivi impieghi bastava una fiammata fatta con una sola fascina".

Poi quando iniziarono a costituirsi gli aggregati urbani e le cascine persero le funzioni di centro di aggregazione dei vari mestieri e servizi, anche nei piccoli centri urbani sorsero i  primi negozi di panettiere con il conseguente abbandono dell'utilizzo dei forni comunitari.

RESTAURO DEL FORNO  

Quando nel 1986 i volontari di Italia Nostra si insediarono all'interno della Cascina Favaglie, per raccogliere i fondi necessari ai restauri in corso presso la Chiesetta di San Rocco adiacente alla cascina, idearono di realizzare le "Feste sull'Aia" con l'utilizzo dell'antico forno. Allora non si pensò di panificare ma utilizzarlo per un uso più profano: cuocere pizze.


   RILIEVO DELLA PIANTA DEL FORNO

Dopo un attento sopralluogo si dedusse subito che il fondo non era certamente in grado di adempiere a questo scopo; il notevole utilizzo aveva provocato un profondo avvallamento nella parte centrale del piano di cottura.


Una ricerca nel campo dei refrattari disponibili non diede tangibili risultati anche perché commercialmente erano disponibili mattoni refrattari con un'alta percentuale di allumina e con una conseguente alta conducibilità termica.
Per non alterare eccessivamente il piano di cottura si pensò di riutilizzare dove possibile i vecchi mattoni originali rigirandoli e ponendo in opera i nuovi mattoni alluminosi solo dove strettamente necessario. I nuovi mattoni furono posati sul lato destro del piano di cottura.








La notevole altezza della cupola ha consentito di eseguire i lavori di restauro del piano di cottura stando all'interno del forno.

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